IL SITO INTERNET DELL’ISTITUTO VENETO DI SCIENZE, LETTERE ED ARTI

Macaluso L. (1,2), S. Fant(1,2), A. Marani(1,2), G. Scalvini(1), O. Zane(1)

(1)Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia (Italy)

(2)Dipartimento di Scienze Ambientali, Università Ca’ Foscari di Venezia (Italy)

luc.mac@libero.it

 

Riassunto – Si descrive il sito Internet dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti che comprende tre parti distinte: una per le attività e la caratterizzazione dell’Istituto, una che costituisce il “prolungamento” editoriale dell’Istituto nella direzione dei problemi ambientali veneziani ed una che raccoglie l’attività di ricerca internazionale svolta dall’Istituto. Una parte ragguardevole dell’archivio elettronico è dedicata alla divulgazione scientifica intesa come attività per le scuole dei vari gradi e come strumento di aggiornamento per il pubblico. Le informazioni presenti nel sito vengono fornite per livelli successivi di dettaglio attraverso parole sensibili di collegamento a pagine descrittive aggiuntive, in modo da rendere agevole la lettura d’assieme e soddisfare all’occorrenza eventuali curiosità o necessità di approfondimento. Per questo il testo non riporta immagini e fa uso solo di alcune tabelle che quantificano le dimensioni e le funzionalità del sito.

 

1. - Introduzione

            All’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti l’archiviazione elettronica ha avuto inizio una ventina di anni fa quando si è pensato di organizzare la lunga serie storica di dati meteorologici misurati a Venezia e pubblicati negli «Atti» dell’Istituto a partire dal 1868. Successivamente si sono aggiunti altri dati meteorologici (raccolti dall’Ente Zona Industriale di Porto Marghera) e l’orizzonte della banca dati si è aperto a comprendere non solo nuovi settori ambientali, ma anche il quadro delle attività dell’Istituto. Nel frattempo aveva cominciato a diventare operativa la rete Internet.

            Attualmente, dall’indirizzo web http://www.istitutoveneto.it si accede alla home page del sito e da questa a tre distinti archivi: l’archivio dell’Istituto, la banca dati «Ambiente Venezia» e la banca dati «TIDE». Il primo (cui si accede ciccando sull’immagine di Palazzo Loredan, sede dell’Istituto) illustra le caratteristiche dell’Istituto Veneto, le sue attività editoriali e gli archivi che sono ordinati come descritto nella mappa con radice /iv/. La banca dati «Ambiente Venezia» è organizzata secondo una mappa con radice /venezia/ ed è ad accesso libero, mentre i dati della banca «TIDE», distribuiti secondo quanto indicato nella mappa con radice /tide/, sono ad accesso limitato (l’accesso necessita di una password che viene fornita su richiesta) fino alla conclusione della ricerca, prevista nel 2005.

            La Banca Dati Ambientali sulla Laguna di Venezia è stata concepita con la triplice funzione di: 1) raccogliere, organizzare e pubblicare nel Web dati, informazioni e documenti riguardanti l’ambiente lagunare, fornendo nel contempo una via di consultazione facilitata alle informazioni già presenti in rete; 2) catalogare gli Enti e le Istituzioni che studiano ed operano sul territorio; 3) fornire un canale di diffusione della cultura scientifica ed uno strumento per l’educazione ambientale.

Gli obiettivi vengono perseguiti anche ricercando e valorizzando siti Internet  contenenti argomenti affini a quelli trattati nelle diverse sezioni della Banca Dati, ma soprattutto stabilendo un dialogo con le istituzioni e gli enti che raccolgono dati e dispongono di materiale tecnico e bibliografico. Ad essi si offre l’opportunità di venir sollevati dall’onere di realizzare e mantenere un proprio sito Internet o quella di migliorare la visibilità dei loro archivi già presenti in rete. Inoltre, ci si sta confrontando con il mondo dell’istruzione per comprendere le esigenze del personale che opera nel settore in modo da adattare ad esse l’organizzazione dei contenuti, ma anche per offrire la possibilità di esporre in rete quanto viene già prodotto nell’ambito scolastico.


 

2. – L’Istituto Veneto in internet

            In questa sede, invece di indugiare sulla presentazione dell’Istituto e sulle sue attività sociali ed editoriali, (ampiamente descritte nel sito) si ritiene opportuno fornire i criteri che hanno informato le iniziative più recenti dell’Istituto, intese a:

 

  1. cogliere le opportunità fornite dalle nuove tecnologie in termini di archiviazione, organizzazione, trasferimento delle conoscenze, tempestività, arricchimento dei materiali archiviati, ampliamento degli archivi, ecc.
  2. approfittare della rete per comunicare a distanza e perseguire i canali di e-editing, e-teaching, ecc.

 

Inizialmente si voleva semplicemente trasferire su supporto informatico il patrimonio scientifico che l’Istituto produceva in termini di dati e documenti, approfittando anche delle nuove tecnologie per fornire informazioni più complete. Poi si è intravista l’opportunità di aprire tale patrimonio al pubblico con prestazioni a distanza (via Internet) e di procedere al recupero digitale di documenti cartacei. Ora si sta producendo informazione a tre livelli fra loro complementari:

·        livello tradizionale: libri, riviste (Atti), convegni, conferenze e dati nei formati e sui supporti del passato (stampa su carta);

·        livello Internet: dati, metadati e documenti a dimensioni sostenibili dalla rete Internet, ricco di immagini a colori e di animazioni anche con corredo sonoro;

·        livello dettagliato: dati, metadati e documenti a livello di dettaglio incompatibili con le capacità di trasmissione della rete Internet. Immagini complesse in parte distribuite tramite CD o DVD, generalmente compilati su richiesta a partire da memorie di massa ad alta capacità (Terabyte).

Ad esempio, IVSLA pubblica sui propri «Atti» i dati meteorologici, rilevati prima dall’Osservatorio del Seminario Patriarcale e poi da quello dell’Istituto Cavanis, fin dall’inizio (1868) dell’attività di acquisizione al quale aveva anche contribuito economicamente finanziando l’acquisto delle apparecchiature. Dal 2000 la centralina meteo dei Cavansi è stata automatizzata e produce dati con frequenza fino a 5’ (le precedenti misure manuali avvenivano tre volte al giorno). Da questa data l’archivio ha tre livelli di dettaglio tutti disponibili gratuitamente.

 

3. - L’archivio «Ambiente Venezia»

La Banca Dati con la radice /venezia/ si articola in sei sezioni e si avvale di rimandi a siti estranei, in modo da ampliare le ricerche di informazioni anche al di fuori dell’archivio interno. La documentazione raccolta viene memorizzata in un formato che ne preserva l’integrità e, nel contempo, ne consente la pubblicazione in Internet. Il materiale che per ampiezza dei file non può essere consultato in linea viene comunquesegnalato in modo da renderne nota l’esistenza e le modalità per ottenerne copia.

La sezione Dati è stata organizzata in cinque settori, uno per ciascun comparto ambientale, ed uno che raccoglie i Metadati. Attualmente la maggior parte dei dati disponibili riguarda l’Atmosfera della quale si archiviano le misure di parametri meteorologici registrate presso alcuni enti convenzionati con l’IVSLA. A tali dati è possibile accedere attraverso una mappa del territorio e attraverso le voci Fonti e Parametri. Essi sono organizzati in file di testo formato txt per consentirne la massima leggibilità e versatilità. Collegamenti esterni conducono a misure aggiuntive effettuate da Enti che gestiscono propri archivi Internet. L’Idrosfera contiene informazioni riguardanti le stazioni mareografiche e meteo-mareografiche situate in laguna, mentre nella sezione Biosfera sono riportati alcuni collegamenti a siti di carattere tassonomico. La sezione Litosfera riguarda i siti contaminati della terraferma e si basa sul link al Comune di Venezia, che comprende anche informazioni poco scientifiche, ma riporta punti di vista ufficiali relativi al territorio ed al suo governo.

La sezione Modelli contiene attualmente alcune simulazioni dimostrative relative al sistema accoppiato Laguna di Venezia/Mare Adriatico ed il link ad un modello operativo di circolazione delle acque lagunari elaborato da un ricercatore del CNR, ma si stanno raccogliendo anche altri contributi.

La sezione Normativa rimanda a collegamenti esterni verso siti istituzionali che già pubblicano norme comunali, regionali e nazionali.

La sezione Documenti svolge il ruolo di una sorta di biblioteca dove sono raccolti Articoli, Rapporti e Studi, Ricerche, Tesi di Laurea e Dottorato ed Altri elaborati. L’attuale contenuto comprende alcune tesi di laurea, testi e numerosi articoli messi a disposizione da diversi enti di ricerca e associazioni scientifiche. È in continuo svolgimento l’acquisizione digitale di materiale stampato, opportunamente selezionato, ed il recupero di documentari storici. Il formato utilizzato per i file di testo è il pdf in quanto presenta 2 noti vantaggi: la compressione e la gratuità del software di lettura.

La sezione Immagini è ricca soprattutto grazie al materiale messo a disposizione dal Servizio Informativo del Consorzio Venezia Nuova. In essa sono esposte elaborazioni di immagini da satellite (9 diverse tematiche), le foto rilevate durante due campagne di volo (1996 e 1998) con sensore aerotrasportato MIVIS e numerose mappe tra cui un mosaico di 202 carte, tratte dalla Carta Tecnica Regionale, che ricopre tutta l’area lagunare.

Di recente acquisizione è la sezione Milva, che contiene mappe interattive realizzate da un consulente esterno.

 

4. – L’archivio «TIDE»

            TIDE è un progetto dell’Unione Europea al quale l’IVSLA partecipa come partner di altre 8 istituzioni europee con il compito di redigere la banca dati del progetto, organizzare le riunioni periodiche fra partner e promuovere la diffusione dei risultati presso autorità e popolazione. Questa sezione della banca ha funzioni differenti da quelle descritte per l’archivio «Ambiente Venezia» perché è strettamente legata agli scopi del progetto in seno al quale è nata e del quale costituisce uno strumento di lavoro e di comunicazione. Obiettivo principale del progetto TIDE è sviluppare un modello evolutivo delle barene che, utilizzando dati telerilevati, comprenda i processi fisici ed ecologici dominanti. È voce esplicita del progetto la costruzione di una banca dati accessibile da Internet che deve servire per collegare i partner in modo da agevolarne le collaborazioni

            L’archivio con radice /tide/ fa parte della banca dati delle ricerche finanziate dalla Comunità Europea (ELOISE) ed il suo sito Internet è stato strutturato per svolgere le seguenti funzioni: (1) esporre gli intenti ed i contenuti del progetto; (2) formare un canale veloce e agevole per lo scambio di dati ed informazioni fra i partner; (3) assicurare l’accesso ai dati e metadati relativi alle campagne di misura; (4) realizzare una banca di dati ad accesso gratuito con le informazioni generali sulle caratteristiche dei siti di studio; (5) fornire uno strumento per discussioni e confronti – Forum; (6) raccogliere informazioni terze e documenti collegati agli studi in corso.

            Il sito TIDE è articolato su sei sezioni: (1) Project, dove è descritto in dettaglio il progetto finanziato completo degli obiettivi, dei nove piani di lavoro di cui si compone, del diagramma di Gantt (con la pianificazione temporale per semestri del progetto), delle mappe dei siti di studio (con la descrizione delle tre aree da esaminare durante il progetto) e delle caratteristiche dei gruppi di ricerca coinvolti nel consorzio TIDE; (2) Datacenter, per il deposito dei dati raccolti e per lo scambio di informazioni fra ricercatori; (3) Publications, per raccogliere le pubblicazioni più rilevanti per la ricerca non coperte da copyright; (4) Meetings, con il calendario degli incontri e delle scadenze; (5) News, per mettere in evidenza gli eventi recenti collegati con il progetto; (6) Forum, dove discutere e scambiare pareri ed opinioni.

Naturalmente l’archivio TIDE è supportato dall’archivio «Ambiente Venezia» che gli fa da ampio contorno, almeno per quanto riguarda la laguna veneta (uno dei riferimenti sperimentali) perché fornisce dati meteorologici, immagini satellitari complementari a quelle del progetto, foto aeree, mappe, documenti e numerosi link verso altri siti web selezionati e relativi alla laguna di Venezia. In particolare, nel sito «Ambiente Venezia» sono stati raccolti dati e strumenti di previsione del tempo e delle maree utili per programmare le campagne di misura e per pianificare le uscite in laguna.

La banca dati TIDE è organizzata in modo che il caricamento dei dati possa avvenire a distanza (alcune ricerche sono condotte in Inghilterra, altre in Scozia ed altre ancora in Francia) direttamente dai ricercatori che li hanno prodotti.

 

5. – La divulgazione attraverso internet

 

I dati e le conoscenze scientifiche assumono una valenza particolare se vengono rese fruibili non solo agli esperti del settore, ma anche a persone di altre competenze. Con una tale convinzione si sta cercando di soddisfare le curiosità dei più larghi strati della popolazione pur nella consapevolezza che alcuni argomenti richiedono conoscenze di base non sempre elementari. Per questo è stata costruita una sezione apposita per la divulgazione che si articola in quattro capitoli: 1) Descrizioni, con informazioni di carattere generale sui tipi di ambienti presenti in laguna e sulle loro dinamiche; 2) Schede autonome, con informazioni di carattere specifico riguardanti oggetti, fenomeni e categorie; 3) Didattica, che costituisce una vetrina di Esperienze formative, Percorsi educativi, Lezioni e Attività, Giochi e Simulazioni; 4) Glossario, con termini tecnici e forme idiomatiche. Per la compilazione dei primi due capitoli ci si è avvalsi della collaborazione di personale esperto ed istituzioni competenti. L’impostazione del terzo capitolo ha richiesto il coinvolgimento di docenti delle scuole nella loro qualità di utenti, perché è apparso essenziale confrontarsi con le loro esigenze, mettere a frutto la loro esperienza e definire insieme il tipo e le modalità per una funzionale organizzazione dei contenuti.

Il Forum costituisce un capitolo realizzato per interloquire con il pubblico, per stimolare il dibattito tra gli utenti, per soddisfare richieste di approfondimento, per ricevere suggerimenti e osservazioni. Consente di rispondere alle tematiche trattate sia come utente anonimo che come utente registrato. Ad ogni tematica sovrintende un moderatore che può modificare/cancellare messaggi non attinenti.

 

5. – Valutazione dell’archivio

            Caratterizzare da un punto di vista quantitativo i contenuti di una banca dati non è semplice perché gli «scaffali virtuali» di un archivio elettronico occupano volumi di memoria che non esprimono direttamente né la quantità di informazione presente, né gli spazi fisici occupati da corrispondenti raccolte su carta. Ad esempio, i record giornalieri dei dati meteorologici sono dell’ordine di qualche centinaio di  byte ciascuno e l’archivio registrato nel sito dell’Istituto (100 anni) è formato da 36.000 record, l’insieme dei quali non arriva ad occupare 40 MB di memoria: ordine di grandezza del volume occupato da una sola immagine multispettrale. Così, senza dare significati eccessivi ai numeri, all’Istituto Veneto si tengono sotto controllo sia i volumi di byte accumulati (soprattutto prendendo come riferimento la parte relativa all’archivio ambientale perché il materiale riguardante direttamente l’Istituto Veneto varia di poco nel tempo, essendo prevalentemente formato da testi), sia il volume degli accessi.

tabella istituto veneto

Le dimensioni del sito ambientale - In tabella è illustrata la distribuzione dei volumi occupati dalle singole sottosezioni della banca dati «Ambiente Venezia» alla fine di aprile 2004. Naturalmente va considerato che la raccolta dei dati e la loro memorizzazione è in costante progresso. Volendo fare un confronto con gli archivi su carta e considerando il significato dei numeri nei limiti prima descritti, si osserva che i 720 MB dell’archivio corrispondono ad un volume dattiloscritto di 250.000 pagine da 3000 battute/pagina. Naturalmente se si stampasse il contenuto completo della banca dati le pagine risulterebbero molte meno a causa del peso in byte delle immagini. Va anche sottolineato che le sezioni meno voluminose non sono necessariamente meno ampie delle altre, anche perché molti capitoli sono costituiti da link verso siti esterni che, perciò, non gravano sul server locale.

Gli accessi al sito - Per qualificare il sito Internet si provvede a verificarne l’efficacia attraverso periodici riscontri della sua visibilità. Per fare questo, si considerano sistematicamente gli accessi al sito consultando i motori di ricerca di uso più comune e utilizzando parole chiave che si ritengono più aderenti ai contenuti della banca dati. Ad esempio, si considera la posizione dell’Istituto Veneto nella lista dei siti restituita da Google usando le parole «atmosfera», «litosfera » e «biosfera» associate o meno con la parola «venezia». Nell’aprile 2004 con la parola «litosfera» la banca era restituita al primo posto, con la parola «biosfera» al 19° posto e con la parola «atmosfera» al 36° posto. La situazione migliorava effettuando la ricerca solo su siti italiani e si ottenevano rispettivamente 1°, 7° e ancora 7° posto. Combinando le precedenti parole chiave con la parola «venezia» ed effettuando la ricerca su tutto il web, si trovava il sito rispettivamente al 1° e 2° posto per entrambe le ricerche «litosfera + venezia» e «biosfera + venezia» e guadagnava il 21o posto per la ricerca con «atmosfera + venezia». Il primo posto si otteneva anche per la ricerca con «ambiente + venezia». Questi risultati ed altri del medesimo tipo permettono alcune considerazioni che riguardano la possibilità di tenere sotto controllo la visibilità del sito scegliendo opportunamente le parole da mettere in evidenza. Per quanto riguarda il conteggio degli accessi, nel periodo ottobre 2003 – maggio 2004 le visite al sito dell’Istituto hanno superato mediamente il numero di oltre 300 al giorno e nella prima settimana di maggio hanno superato il valore di oltre 500 al giorno, con una media di 0,5 MB scaricati per visitatore.

 

6. – Conclusioni

Come si è detto, all’Istituto Veneto la banca dati è nata per archiviare in via accessoria i dati meteorologici al fine di renderli direttamente utilizzabili per analisi numeriche ma, nel tempo, ha aumentato progressivamente la sua importanza guadagnando funzioni e consistenza. Ed ora che l’harware ed il software hanno raggiunto prestazioni insperate, il panorama è cambiato, anche perché è andato maturando il convincimento che una istituzione senza fini di lucro, tesa a perseguire obiettivi culturali, debba aprire i propri patrimoni di conoscenza ai più ampi strati della popolazione. Così chi detiene raccolte di libri, di quadri e di oggetti non deve limitarsi a fornirne solo elenchi, ma organizzare cataloghi ed esposizioni elettroniche di loro copie documentate. Non ha senso pensare che queste possano fare in qualche modo “concorrenza” agli originali, ma piuttosto si deve ritenere che li completino e li salvaguardino dal degrado dell’uso eccessivo.

            Attraverso la rete, si possono produrre sinergie tali da realizzare un’«intelligenza collettiva» che, unita alla memoria dei singoli calcolatori e delle loro reti («memoria collettiva»), è in grado di fornire la chiave e le logiche per una «conoscenza collettiva» di inimmaginabili potenzialità. Per quanto riguarda l’ambiente, basti pensare alle moli di dati che ora producono le apparecchiature automatiche e le immagini digitali. Le potenzialità in arrivo sono impressionanti, ma per trarne profitto si deve prima imparare a gestire i dati e ad avviare adeguati procedimenti di standardizzazione (le esperienze sulle banche di dati ambientali servono anche a questo).

            Allestire una banca dati, già di per sé è un mestiere difficile e faticoso, si complica quando si trattano argomenti ambientali. Infatti, la varietà delle situazioni e degli oggetti da classificare e catalogare è molto ampia sia perché l’ambiente contiene argomenti articolati, sia perché mancano standard operativi per quanto riguarda i campionamenti, il trattamento dei campioni e le misure.

Le esperienze accumulate all’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti nel lavoro di archiviazione dei dati ambientali possono essere, almeno in parte generalizzate ed esportate verso altri settori culturali. In particolare, si rimarca l’opportunità di distinguere tre livelli di archivio:

·        il livello tradizionale: quello degli oggetti (libri, quadri, ecc.) che costituiscono l’archivio originale;

·        il livello Internet: dati metadati, documenti ed immagini a dimensioni sostenibili dalla rete Internet;

·        il livello dettagliato: dati, metadati e documenti a livello di dettaglio incompatibili con le capacità di trasmissione della rete Internet immagazzinabili su memorie di massa ad alta capacità (Terabyte) e distribuibili come compilazioni su CD o DVD da realizzare a richiesta.

La soglia che discrimina il livello Internet da quello dettagliato varierà nel tempo in ragione della capacità delle reti di trasmissione, ma non inciderà in modo determinante sul lavoro fatto, mentre è necessario proteggersi dagli effetti poco prevedibili connessi alla evoluzione rapida e spesso troppo radicale dei linguaggi e dei sistemi operativi.

            Per quanto riguarda l’accesso ai dati e la loro gratuità o meno si tratta di scelte spesso solo personali, ma si deve tener presente che un ente senza scopo di lucro, magari finanziato con denaro pubblico, ha dei doveri verso il pubblico, soprattutto se custodisce dati pubblici.