tanto per cominciare
Per la seconda volta vi presento il notiziario dell’Archivio storico del Patriarcato.
Non vi nascondo l’orgoglio del direttore nel vedere che in questa prima parte del 2009 si sono svolte così numerose e belle attività che ci hanno coinvolti. In particolare vorrei sottolineare la felice coincidenza del Millennio della Basilica dell’Assunta di Torcello con l’inventariazione dei fondi archivistici delle parrocchie di Torcello, di Santi Maria e Donato e di San Pietro di Murano. Queste opere hanno costituito una sorta di cornice nella quale si è posto l’importante evento celebrativo che ha potuto senza dubbio trarre vantaggio dall’ordinamento archivistico e dalla disponibilità dei nostri addetti.
Mi piace anche segnalarvi l’attività instancabile della dottoressa Francesca Cavazzana Romanelli, responsabile scientifico di questo Istituto per quanto riguarda i progetti di inventariazione Arca e Ecclesiae Venetae, che oltre a darci lustro per il fatto di essere chiamata a partecipare a numerosi convegni di carattere nazionale ed internazionale, con il suo amore per l’archivio è per me e per i miei collaboratori stimolo continuo all’aggiornamento.
Tra qualche giorno saremo costretti ad anticipare la chiusura estiva della sala di studio per poter provvedere all’ammodernamento delle strutture di contenimento dei fondi documentari nella stanza che raccoglie il materiale moderno della Curia di Venezia, grazie al contributo della Conferenza Episcopale Italiana e della Regione del Veneto. Con l’occasione ci proponiamo di verificare gli inventari di questa sezione con il desiderio di offrirvi un servizio ancora più preciso.
Molte altre attività sono in cantiere e spero di potervele illustrare nella prossima uscita di questo notiziario.
Buona lettura!
don Diego Sartorelli
incrementi al corpus degli inventari di archivi ecclesiastici veneziani
Proseguono come di consueto le attività di inventariazione degli archivi storici veneziani.
Dopo l’archivio parrocchiale di Torcello il progetto Arca è ora impegnato in quelli di Murano, interessando le antiche parrocchie di San Pietro e di Santi Maria e Donato; si prospetta inoltre per il 2009 il completamento della schedatura del fondo della Presidenza del Collegio delle IX Congregazioni del Clero veneziano. I lavori di compilazione di tali strumenti di ricerca sono resi possibili grazie al generoso sostegno della Regione del Veneto, del comitato Save Venice Inc. e della Conferenza episcopale italiana.
Verranno inoltre compilate nuove schede riguardanti il profilo storico istituzionale di alcune parrocchie, confraternite e di altri enti a livello foraniale e diocesano.
I risultati di questi interventi saranno, come per il passato, resi disponiblili al pubblico degli studiosi attraverso i tradizionali sistemi di consultazione cartacea e informatica presso la sala di studio dell’Archivio patriarcale e tramite il Sistema informativo degli Archivi storici della Chiesa di Venezia, aderente al sistema nazionale SIUSA e consultabile all’indirizzo http://siusa.archivi.beniculturali.it/ev_venezia.
incontri con gli “Amici dei Musei”
Nel mese di marzo l’Archivio patriarcale ha ospitato in due incontri, il 23 e il 30 del mese, l’associazione Amici dei Musei e dei Monumenti veneziani, dinamica realtà che si propone di favorire la conoscenza e la valorizzazione dei beni culturali non solo veneziani, sensibilizzando gli iscritti e la cittadinanza alla tutela del patrimonio storico-artistico.
I seminari, cui hanno partecipato più di un centinaio di soci, si sono articolati in due sezioni. La prima parte, tenutasi nel nuovo auditorium di Sant’Apollonia, ha avuto carattere introduttivo all’Archivio patriarcale e alle fonti archivistiche ecclesiastiche, ed è stata condotta dal direttore dell’Archivio don Diego Sartorelli, da Francesca Cavazzana Romanelli e da Ileana Chiappini di Sorio, presidente dell’associazione. La seconda parte si è configurata quale visita guidata all’Archivio patriarcale dove era stata allestita, a cura di Manuela Barausse, Laura Levantino e Davide Trivellato, una mostra documentaria volta a presentare e illustrare la ricchezza e la pluralità di fonti presenti negli archivi diocesani e parrocchiali. L’esposizione è stata anche l’occasione per presentare la preziosa mariegola miniata cinquecentesca della confraternita del Santissimo Sacramento della parrocchia di San Polo donata di recente all’Archivio patriarcale dal comitato The Venice in Peril Fund di Londra, che l’aveva acquistata in procinto di essere messa all’asta nella sede londinese di Christie’s.
“quante storie nella storia” : viii settimana della didattica in archivio
A poca distanza di tempo dall’apprezzato convegno trentino sulla didattica con le fonti d’archivio, Gli archivi ispirano la scuola. Fonti d’archivio per la didattica (21 novembre 2008), – segno di un riemergere anche al dibattito pubblico di un tema che non ha mai smesso di coinvolgere operativamente insegnanti e archivisti –, martedì 5 maggio presso la Biblioteca dell’Archiginnasio, a Bologna, si è tenuto il convegno L’inchiostro simpatico. Evoluzione e orientamenti della didattica in archivio. Organizzato dalla Soprintendenza archivistica per l'Emilia Romagna, dalla Soprintendenza per i beni librari e documentari dell'IBC Regione Emilia Romagna e dall’A.N.A.I. – Sezione Emilia Romagna in collaborazione con la Biblioteca dell’Archiginnasio e l’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia Romagna, l’evento rientrava nell’ambito di Quante storie nella Storia. Settimana della didattica in archivio (4-10 maggio 2009), iniziativa nata nel 2002 e promossa dalla Soprintendenza archivistica per l'Emilia Romagna, dalla Soprintendenza per i beni librari e documentari dell'IBC, dall'Assessorato alla cultura della Provincia di Bologna, dal Centro di documentazione della Provincia di Modena e dal Gruppo di lavoro sulla didattica dell'A.N.A.I. – Sezione Emilia Romagna. A otto anni dall’avvio di questa manifestazione, che ha visto il progressivo moltiplicarsi di enti partecipanti, si è avvertita l’esigenza di un bilancio alla luce di circa un trentennio di attività didattica con le fonti e di un momento di riflessione sullo stato attuale delle esperienze presenti in quella regione, fra le più dinamiche nel settore.
Nella sessione del mattino, presieduta dal Soprintendente archivistico per l’Emilia Romagna, Marzio Dall’Acqua, ha aperto i lavori una relazione di Francesca Cavazzana Romanelli dell’Archivio storico del Patriarcato di Venezia e di Ernesto Perillo dell’Associazione CLIO ’92 dal significativo titolo Fra scuola e archivi. Storia e prospettive di una lunga complicità. Di grande interesse, anche per i bilanci problematici e le riflessioni metodologiche, le relazioni successive di Diana Toccafondi soprintendente archivistico per la Toscana, di Daniela Ferrari direttore dell’Archivio di Stato di Mantova, di Mario Calidoni già ispettore tecnico del Ministero della pubblica istruzione, di Raffaella Manelli del CEDOC (Centro di documentazione della provincia di Modena), di Anna Manfron della Biblioteca dell’Archiginnasio.
Durante la tavola rotonda pomeridiana, presieduta da Isabella Zanni Rosiello, quale membro del Consiglio direttivo IBC, numerosi archivisti della regione, sia di Stato che di Enti o realtà locali, si sono confrontati sulle diverse realizzazioni e esperienze, confermando l’innovatività e l’impegno delle attività didattiche delle rispettive istituzioni.
inaugurazione dell’archivio storico del Duomo di Mestre
Mercoledì 25 marzo è stata inaugurata, in occasione di un affollato incontro al Laurentianum di Mestre, la nuova sede dell’Archivio parrocchiale del Duomo di San Lorenzo.
Con gli interventi di restauro della sede dell’Archivio, fortemente voluti dall’arciprete del Duomo monsignor Fausto Bonini e sostenuti dalla Banca di Santo Stefano, il fondo documentario torna a disposizione, nelle migliori condizioni anche esteriori, della consultazione degli studiosi e della cittadinanza tutta.
L’inagurazione è stata l’occasione per presentare il lavoro di inventariazione dell’archivio parrocchiale con i fondi annessi della Fabbriceria, di numerose confraternite e di altre chiese della terraferma veneziana, realizzato per la sua parte più consistente nel 1994 da Manuela Barausse e aggiornato e portato a termine a cura di Michela Tombel nel corso del 2007 con l’inserimento del materiale novecentesco e nuove serie archivistiche. Anche questo inventario è disponibile in rete, oltreché in formato cartaceo e informatico, nell’ambito del Sistema informativo degli Archivi storici della Chiesa di Venezia all’indirizzo
http://siusa.archivi.beniculturali.it/ev_venezia. Un archivio ricchissimo quello della parrocchia del Duomo di Mestre, con la presenza di molto materiale di confraternite devozionali: dalla scuola di Santa Maria dei battuti, a quella del Santissimo Sacramento, dalla scuola dei Barcaioli al suffragio dei Morti, a quella del Santissimo Rosario.
All’incontro hanno portato il loro contributo, fra gli altri interventi, il direttore dell’Archivio storico patriarcale, don Diego Sartorelli, Francesca Cavazzana Romanelli, e le curatrici dell’inventario Manuela Barausse e Michela Tombel.
La serata si è conclusa con la presentazione del libro Visite pastorale antiche a San Lorenzo di Mestre a cura di Graziella Lugato edito in collaborazione fra il Centro studi storici di Mestre e la Fondazione del Duomo.
celebrazioni del millenario della Basilica di Torcello
La celebrazione del Millenario della Basilica di Santa Maria assunta di Torcello, la cui organizzazione è stata affidata ad un apposito Comitato nazionale, ha offerto l’occasione per raccogliere e dar conto pubblicamente di quanto è stato prodotto fino ad oggi nel campo degli studi e della tutela per l’antica cattedrale torcellana. In questi ultimi decenni dall’analisi delle fonti storiche e delle indagini archeologiche, da ricerche condotte sull’architettura, sulla scultura e sui mosaici, dai restauri e dagli interventi conservativi è emerso un coro di voci e testimonianze che il Convegno ha voluto comporre sotto forma di grande omaggio a Torcello, da offrire alla cittadinanza e all’intera comunità scientifica. La scelta di una doppia sede (Venezia e Torcello) ha poi simbolicamente percorso a ritroso il cammino di storia, arte e fede che a partire da Venezia riconduce alle origini della piccola isola lagunare.
L’incontro di studio si è svolto in due giornate: il 3 giugno a Venezia presso la sala conferenze del Museo diocesano, con le sessioni dedicate alle fonti storiche e all’archeologia, e il 4 giugno a Torcello, all’interno della Basilica di Santa Maria assunta per le sessioni relative a architettura e arte e a restauro e conservazione. Alla sessione dedicata alle fonti storiche, presieduta da Gherardo Ortalli dell’Università di Venezia, hanno preso parte per l’Archivio patriarcale Francesca Cavazzana Romanelli e Davide Trivellato; il contributo, limitato alle fonti prodotte da istituzioni ecclesiastiche diocesane, quali la Curia vescovile e le parrocchie della diocesi torcellana, ha proposto un itinerario di storia dei predetti archivi anche al fine di dare ragione della loro consistenza attuale, dei possibili rivoli della sua dispersione e dei principali fondi che possono supplire a testimonianza di una storia archivistica singolarmente travagliata e complessa. Particolare attenzione è stata riservata agli itinerari storiografici che di tali fonti hanno fatto uso nel tempo, specie per la storia dell’arte, dell’architettura e dei restauri della basilica torcellana.
Nella stessa mattinata si sono succeduti gli interventi di Giovannella Cresci Marone (Università di Venezia), sulla documentazione letteraria antica e epigrafica volta a far emergere il rapporto tra la terraferma e la laguna; di Giovanni Caniato (Archivio di Stato di Venezia), che ha presentato fonti cartografiche del Veneto Magistrato alle acque per illustrare gli interventi effettuati a tutela delle sponde insulari, per l’escavo di canali interni, il rifacimento di ponti e fondamente o il restauro di cavane e fabbricati; di Claudia Salmini (Archivio di Stato di Venezia), che ha messo in luce le possibilità di ricerca aperte dal nuovo Sistema informativo dell’Archivio di Stato di Venezia con particolare attenzione alle pergamene provenienti dagli antichi monasteri torcellani; di Elisabeth Crouset–Pavan (Université Paris–IV), che ha illustrato le relazioni tra Venezia e le società delle isole lagunari; di Marco Pozza (Università di Venezia), sulle origini della diocesi torcellana in rapporto alla traslazione dalle sede di Altino; di Ermanno Orlando (Università di Venezia) su gli ordinamenti giuridici e il materiale processuale della comunità torcellana tra xiii e xiv secolo, anche come fonte del vissuto quotidiano delle piccole comunità lagunari. Tra gli interventi pomeridiani incentrati sull’archeologia si segnalano in particolare quelli di Irene Favaretto (Procuratoria di San Marco) Circolazione e presente pre–protostoriche nell’arcipelago della laguna settentrionale: i materiali archeologici del Museo Provinciale di Torcello, di Lorenzo Calvelli (Università di Venezia) Torcello e Altino: quali legami? I documenti epigrafici e di Maurizia De Min (Soprintendenza ai Beni Archeologici del Veneto) Nuovi indizi cronologici sulle fasi abitative dell’isola e sullo sviluppo edilizio della Basilica dagli scavi recenti a Torcello. Nelle sessioni relative a architettura e arte e a restauri e conservazione si sono succeduti tra gli altri, presentando i risultati delle ultime ricerce e iniziative, studiosi quali Ennio Concina (Università di Venezia), Michela Agazzi (Università di Venezia), Alvise Zorzi (Comitati privati internazionali per la salvaguardia di Venezia), Ettore Vio (Procuratoria di San Marco).
pubblicati in rete gli atti del convegno “Donne a Venezia. Spazi di libertà e forme di potere (sec. xvi-xviii)”
Nel maggio dello scorso anno la Sezione del Veneto della Società Italiana delle Storiche e il Dipartimento di Studi Storici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia hanno organizzato un convegno internazionale Donne a Venezia. Spazi di libertà e forme di potere (sec. xvi-xviii) i cui atti sono ora disponibili in rete nel sito di Storia di Venezia all’indirizzo http://www.storiadivenezia.it/donneavenezia.
Non pochi dei contributi hanno utilizzato fonti ecclesiastiche veneziane, sia conservate nell’Archivio patriarcale che presso le sedi parrocchiali Madrine, commari e levatrici. Donne e parentela spirituale a Venezia nella seconda metà del cinquecento di Jean-François Chauvard si è servito fra l’altro dei primi registri parrocchiali dei battesimi post-tridentini. Francesca Cavazzana Romanelli nell’intervento Una duplice soggezione, una più forte domanda di libertà: le fanciulle della Pietà di fronte al tribunale del Primicero di San Marco ha utilizzato alcuni eloquenti processi matrimoniali della Curia primiceriale. Di grande interesse fra gli altri contributi, anche per un confronto con le fonti pubbliche, Ragione di stato e sentimenti nel Settecento di Tiziana Plebani, Maria Marcello, un divorzio di fine Settecento di Vania Santon e Politica e potere nella corrispondenza di Margherita Pia di Savoia (1670-1725) di Fabiana Veronese.
culto dei santi e feste popolari: recenti orientamenti storiografici
Su questo tema una relazione è stata tenuta da Francesca Cavazzana Romanelli quale contributo al xviii Simposio internazionale di storia e arte svoltosi in Grecia, nell’antico borgo posto sul promontorio di Malvasia nel Peloponneso. Nel contesto del convegno, dedicato quest’anno al tema Markets, fairs and feasts Francesca Romanelli ha ripercorso, con riferimento prevalente alla tradizione agiografica occidentale e in particolare veneziana (non priva peraltro di influssi bizantini), l’itinerario critico di alcune pubblicazioni: da un approccio prevalentemente devozionale, ancorchè fondato su solida erudizione, all’incrocio di questo filone con quello della storia delle tradizioni e dei detti popolari, specie del mondo contadino, all’emergere di nuovi ambiti storiografici (peraltro con illustri precedenti quali in Italia De Luca e De Rosa) di antropologia e sociologia religiosa. Sono state così brevemente analizzate le pubblicazioni di alcuni studiosi facenti capo all’Associazione italiana per lo studio dei santi, del culto e dell’agiografia (www.aissca.it): approcci aperti non solo alla storia devozionale, ma – come recita il programma stesso dell’associazione che nasce da esperienze pluriennali di ricerca, individuali e collettive – ad “interessi multidisciplinari (storia, iconografia, letteratura, filosofia, teologia, antropologia, psicologia, diritto ecc.)”, con attenzione pure alle civiltà “limitrofe” a quella cristiana quali quelle “ebraica, greca, romana, germanica, musulmana, civiltà amerindie, paesi di missione ecc.”.
Un riferimento non cursorio è stato espresso anche nei confronti del noto volume di Angelo Torre Il consumo di devozioni del 1995, ove le visite pastorali di alcune diocesi piemontesi divengono strumento di innovative letture sul piano dell’antropologia, della cultura popolare, della topografia e della definizione degli spazi attraverso il sacro e le sue feste, dell’agiografia come espressione di conflittualità (o di conciliazione) a vari livelli: clericale vs. laicale, rurale (o di contrade stesse fra di loro) vs. urbano, istituzionale come detentore dell’ortodosssia vs. cultura popolare come praticante riti paramagici se non paganeggianti.
E’ stata infine presentata con ampiezza (ma su questo testo si avrà occasione di ritornare altrove), la grande inchiesta che il Senato veneto, d’intesa con il Patriarca, ordinò nel 1772 in tutto il territorio del Dominio di Terraferma, sulle feste di precetto, comprese quelle numerosissime infrasettimanali sui santi: indagine che i rettori commissionano a loro volta ai parroci i cui resoconti, conservati in più volumi alla Marciana, sono stati ora editi, nella Collana di studi e di ricerche della culture popolari venete della Fondazione Giorgio Cini in collaborazione con la Regione del Veneto, con il titolo Il culto dei santi e le feste popolari nella Terraferma veneta a cura di Simonetta Marin con densi saggi introduttivi di Antonio Niero e Claudio Povolo.
Dell’eccessivo numero di feste dei santi e dei conseguenti rischi non solo in termini di un devozionalismo deteriore, ma pure per le conseguenti occasioni di astensione dal lavoro e di tentazioni immorali, specie in ambito agreste, le autorità ecclesiastiche si erano preoccupate fin da prima del Concilio di Trento, che aveva ripreso il dibattito su questo tema anche in funzione antiprotestante. Ricordiamo ancora, in piena cultura illuministica, La rigolata divozione dei cristiani di Ludovico Antonio Muratori, Venezia 1747, e dello stesso Raccolta di scritture concernente la diminuzione delle feste di precetto, Lucca 1748. La preoccupazione preminente tuttavia del Senato era di ordine economico, per la sostanziosa riduzione dei giorni lavorativi.
Tanto rapida fu l’inchiesta dei rettori (due anni), tanto lenta se non nulla la reazione politica del Senato, che pure aveva mobilitato per l’occasione i Consultori in jure, le cui relazioni, di grande interesse sul piano giuridico-ecclesiastico, si sono conservate in Archivio di Stato di Venezia.
In ambito cattolico sarebbe stato infine un papa di origine contadina e veneta, Pio X, ad abolire per l’intero orbe cristiano la maggioranza delle feste infrasettimanali dei santi e le relative sagre, con alcuni decreti poi confluiti nel Codice di diritto canonico del 1919 che porta il suo nome.
avviso
La sala di studio dell’Archivio patriarcale resterà chiusa anche per lavori di ordinaria manutenzione dal 27 luglio al 21 agosto.
Si riaprirà regolarmente lunedì 24 agosto.
Archivio storico del Patriarcato di Venezia
Castello 4312
30122 Venezia
Tel 041.5222034; fax. 041.2771942
archiviostorico@patriarcatovenezia.it
http://www.archiviostoricodelpatriarcatodivenezia.it
direttore: don Diego Sartorelli
responsabile scientifico progetti di inventariazione archivistica: Francesca Cavazzana Romanelli
staff: Manuela Barausse, Laura Levantino, Davide Trivellato