le fonti archivistiche
Curia, Sezione moderna, Patriarchi, Patriarca Mutti, b. 2: lettera con cui il patriarca Pietro Aurelio Mutti espone al luogotenente veneto Toggenburg la tragica condizione in cui versano i fanciulli veneziani meno abbienti (1853, 1 maggio)
 

La lettera è inclusa nel carteggio intercorso tra il patriarca veneziano e il luogotenente veneto Toggenburg – riportato di seguito - che offre un’interessante descrizione dello stato di abbandono in cui versava una parte dei fanciulli veneziani. Il carteggio pone le basi anche per una riflessione sul metodo da adottare per porre un freno all’evidente degrado della gioventù.
Il patriarca il primo maggio 1853 scrive a Toggenburg chiedendosi se per «togliere un tale disordine … [il] mezzo migliore … [non fosse] quello di far sorvegliare dalle guardie politiche e dalla gendarmeria i luoghi da tali ragazzi soliti a frequentarsi». Il luogotenente risponde il successivo 22 maggio suggerendo al patriarca di far compilare ai parroci un elenco completo dei fanciulli «che si abbandonano all’ozio e ai vizi».

 

N. 78/p                                                                    

Eccellenza
1 maggio 1853. Venezia.

Tra i disordini gravi1  che tendono a guastare2  questa mia buona popolazione veneziana, uno gravissimo che ho riscontrato3  è quello di una quantità formidabile di fanciulli della crescente generazione appartenente alla classe povera4,  i quali raccogliendosi nei trivi, nei campi delle varie parrocchie vi passano gran parte5  della giornata e della sera oziando, giuocando e trascorrendo6  di sovente a gridi e percosse a bestemmie ed i più grandicelli talora anche a piccoli furti ad insubordinazioni ed insulti a persone autorevoli che per avventura li correggono7  e ad altre immoralità, che depravano orrendamente il cuore di quegl’infelici e che minacciano alla società una generazione che le darà motivo di sospirare un giorno dove a tante inconvenienze8  non venga energicamente riparato. Il disordine deriva principalmente dalla9  riprovevole trascuranza dei genitori, i quali sordi agli inviti dei parrochi ed alle raccomandazioni dei sacerdoti non si curano punto di sorvegliare i propri figli, di tenerli lontani dai malvagi10, d’insinuare loro le pratiche di religione e di mandarli alla cristiana istruzione, ma li lasciano vivere in un totale abbandono, peggio11  che se fossero bestie. Tutto ciò è comprovato dalle informazioni da me assunte e dai richiami che unisco. A togliere un tale disordine io non saprei qual mezzo migliore suggerire che quello di far sorvegliare dalle guardie politiche e dalla gendarmeria i luoghi da tali ragazzi soliti a frequentarsi, ed ove (dopo un avviso pubblicato nelle chiese ai genitori che debbano tener cura dei propri figliuoli e che gli abbandonati saranno arrestati) venissero colti nuovamente fossero posti in arresto in locale apposito ad uso di prigione nella civica casa d’Industria e dopo qualche giorno dal commissario superiore del rispettivo sestiere riconsegnati ai genitori con un’acre redarguzione12.

Inoltre pregherei l’eccellenza vostra di voler13  mettersi in concerto coll’imperial regio Comando di Marina all’effetto di far scelta tra questi di quelli che per indole e qualità di carattere senza una disciplina difficilmente in società farebbero buona riuscita e che d’altronde per le altre lor doti, per la fisica loro costituzione potrebbero riuscire col tempo eccellenti marinai; procurando14  di collocarne alcuni come mozzi nell’imperial regia Marina. Questi due esempi, del carcere e del collocamento in Marina, renderebbero più attenti al loro dovere i genitori ed i figli meno arditi e più premurosi di15  starsene in famiglia e di cominciare per tempo ad apprendere qualche mestiere anziché poltrire nella oziosità. Questi16  sono i provvedimenti che a mio avviso potrebbero almeno in gran parte riparare ad un sì grave disordine che se l’eccellenza vostra nelle saggie sue viste conoscesse qualche espediente più utile e più efficace allo scopo, io le sarò gratissimo dove si compiaccia di adottarlo.

Io sarò poi17  infinitamente tenuto all’eccellenza vostra dove voglia in seguito comunicarmi i suoi divisamenti in proposito, e frattanto la prego di voler aggradire li sensi dell’alta mia stima.

A sua eccellenza il luogotenente veneto.

Aurelio Mutti


1    Gravi corretto su gravissimi.
2    Guastare in sovralinea, corretto su depravare.
3    Che ho riscontrato scritto in sovralinea.
4    Da formidabile a povera scritto in sovralinea e corretto su ragazzi figli di genitori che non si danno di essi la più piccola cura.
5    Gran parte della corretto su l’intera.
6    Trascorrendo corretto su passando talora.
7    Da ed i più grandicelli a che per avventura li correggono è stato aggiunto in fase di revisione della minuta.
8    Inconvenienze corretto su energicamente un tal disordine.
9    Indolenza depennato e sostituito con trascuranza.
10  Malvagi corretto su cattivi.
11  Peggio corretto su non altrimenti.
12  Redarguzione corretto su reprimenda.
13  Da inoltre a di voler scritto in sovralinea su frattanto [...] eccellenza imperial regia luogotenenza piacerebbe.
14  Procurando corretto su collocandoli.
15  Depennato fuggire.
16  L’intera riga sostituisce la frase Se che siffatto disordine è già noto anche all’eccellenza vostra.
17  Io sarò poi corretto su vostra eccellenza mi obbligherà