le fonti archivistiche
Curia, Sezione moderna, Patriarchi, Patriarca Mutti, b. 2: rapporto in cui si raccolgono, parrocchia per parrocchia, gli elenchi dei «giovanetti abbandonati e vagabondi» [1853]


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Tavola riassuntiva in cui si raccolgono a mo’ di statistica, grazie alle indicazioni trasmesse alla Curia dai parroci, gli elenchi dei «giovanetti abbandonati e vagabondi», parrocchia per parrocchia.

 

Parrocchie


 

Santi Appostoli

Il pievano di questa chiesa dato un elenco di venti giovanetti abbandonati e vagabondi, propone che tali giovani fossero divisi in due classi: la prima di quelli che fossero iniziati al lavoro e di questi addossare una parte della cura oltreché ai genitori anche ai padroni artisti che vogliono essere scelti buoni cristiani. La seconda dei discoli, e per questi vorrebbe eretta in progresso di tempo una casa figliale dell’Istituto Manin colle arti rispettive, oppure un riparto nella Casa d’industria sorvegliato o da una corporazione religiosa o da abili sacerdoti. Propone inoltre che fosse istituita una commissione ad hoc composta del patriarca come presidente, di un consigliere di luogotenenza, di due commissari di polizia, di due canonici, due deputati di beneficenza, affinché questa commissione studiasse i mezzi opportuni allo scopo indicato. Vorrebbe altresì che vi fossero altre commissioni subalterne in ogni sestiere composte dei pievani e di altre rispettabili persone che cooperassero alle misure della prima commissione centrale.
 

San Canciano

Il pievano dato l’elenco di numero ventitrè giovanetti vagabondi, non si diffonde a dar altro parere in proposito.
 

San Cassiano

Presentata dal parroco la lista di sedici giovani vaganti e lasciati in abbandono dai propri genitori null’altro soggiunge.
 

Santi Ermagora e Fortunato

Il vicario parrocchiale don Piegadi si dichiara impotente a dare l’elenco ricercato, e suggerisce per rimedio di sospendere la decade che a taluni contribuisce la beneficenza.
 

Sant’Eufemia della Giudecca
 

Il pievano dichiara di non avere alcuno da denunciare essendo tutti applicati al lavoro.

San Felice

Il parroco indicati quattro giovanetti come vagabondi ed abbandonati propone come mezzo generale da rimediare a tanto disordine, che in ogni sestiere vi fossero scuole di carità a somiglianza di quelle dei Cavanis aperte a questa povera gioventù.
 

San Francesco della Vigna
 

Il parroco data la lista di nove giovani vagabondi, niente dice sul modo di riparare al disordine.

San Geremia

Il vicario parrocchiale dato un elenco di 75 fanciulli oziosi bramerebbe che fossero ampliati gli stabilimenti che accolgono gratuitamente gli orfani secondo, che in ogni sestiere fosse eretta una Casa d’Industria, dove tali giovani fossero obbligati al lavoro tutta la giornata, in quella parte cui più inclinassero. E finalmente che l’autorità politicha sorvegliasse, e tratto tratto arrestasse e punisse tali ragazzi che giuocano e tumultuano per le strade, specialmente la sera ad ora tarda, ed in tempo di funzioni la festa.
 

Santi Gervasio e Protasio

Il parroco dato elenco di una ventina di giovani vagabondi, niente soggiunge nel modo di riparare a questo grave inconveniente.
 

San Giovanni in Bragola

Il parroco nomina dieci birichini com’egli li chiama, che vanno vagando oziosi nei campi da lui indicati senza dir nulla del rimedio da adattarsi in proposito.
 

Santi Giovanni e Paolo

Quel primo cooperatore don Pedrini in luogo del parroco impotente, proponeva l’erezione di una commissione generale e di tante commissioni subalterne quante sono le parrocchie composte ciascuna di persone ecclesiastiche e laiche e morigerate, che assumessero la sorveglianza e la cura di questi poveri figli abbandonati, in luogo dei genitori.
 

San Iacopo dall’Orio

Il parroco dichiara di non aver alcuno tra i suoi parrocchiani che meriti d’essere denunciato, né soggiunge alcun altra cosa.
 

San Lucca

Il parroco dice di non poter dare l’elenco dei noti fanciulli quantunque affermi che anche nella sua parrocchia regni il disordine. Propone poi come rimedio che le guardie politiche travestite sorvegliando frequentemente i luoghi di convegno sorprendano questi drappelli di perversa ragazzaglia, e ne arresti alcuni senza riguardo rinchiudendola in qualche stanza di correzione a parte, presso gli Uffizi d’ordine pubblico, esistenti nei vari sestieri. In tal caso i genitori non vedendo tornar a casa i loro figliuoli n’andrebbero in traccia; s’istituirebbe quindi regolare processo, da cui risultando il dissipamento dei figli dalla trascuranza dei padri l’autorità politicha vi potrebbe mettere quel rimedio che trovasse opportuno.